Assunzioni 2026: fino a 8.000 euro di esonero contributivo per chi assume mamme con almeno tre figli
La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova misura pensata per favorire l’occupazione femminile e sostenere le famiglie numerose. Con la circolare INPS n. 82 del 29 luglio 2026 arrivano finalmente le istruzioni operative che permettono ai datori di lavoro di usufruire dell’esonero contributivo previsto per l’assunzione di donne con almeno tre figli prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Si tratta di un incentivo importante che consente alle imprese di abbattere significativamente il costo del lavoro, purché siano rispettati specifici requisiti e vengano seguite le corrette procedure previste dall’INPS.
Un incentivo che vale fino a 8.000 euro l’anno
La misura riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100% dei contributi previdenziali a proprio carico, con esclusione dei premi INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro annui, riparametrati su base mensile.
L’agevolazione riguarda le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 e rappresenta un’opportunità concreta per tutte le aziende che intendono inserire nuove risorse beneficiando di una consistente riduzione del costo contributivo.
Chi può beneficiare dell’esonero
L’incentivo è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla natura imprenditoriale, compreso il settore agricolo.
Restano invece esclusi:
Quali lavoratrici rientrano nell’agevolazione
Per ottenere il beneficio, la lavoratrice deve possedere contemporaneamente due requisiti al momento dell’assunzione:
La circolare chiarisce inoltre che il requisito relativo ai figli viene verificato esclusivamente alla data dell’assunzione. Eventuali cambiamenti successivi, come il compimento della maggiore età di uno dei figli o modifiche della situazione familiare, non fanno perdere il diritto all’agevolazione. Sono inoltre comprese le situazioni di adozione e affidamento.
Quanto dura il beneficio
La durata dell’esonero varia in base alla tipologia contrattuale:
Per i rapporti part time il massimale viene ridotto proporzionalmente, mentre il limite massimo mensile dell’agevolazione è pari a circa 666 euro.
Attenzione ai requisiti e alle incompatibilità
L’accesso all’incentivo è subordinato al rispetto delle ordinarie condizioni previste per i benefici contributivi.
L’azienda deve essere in regola con il DURC, rispettare la normativa in materia di lavoro e sicurezza e applicare i contratti collettivi di riferimento. Inoltre devono essere rispettati tutti i principi generali previsti dalla disciplina sugli incentivi all’occupazione.
È importante sapere anche che questa misura non è cumulabile con altri esoneri contributivi riferiti alla stessa assunzione, come gli incentivi previsti per alcune categorie di lavoratrici o altre riduzioni delle aliquote contributive. Rimane invece compatibile con la maggiorazione della deduzione per nuove assunzioni e con la certificazione della parità di genere.
Come richiedere l’agevolazione
Per ottenere l’esonero non è sufficiente effettuare l’assunzione.
Il datore di lavoro deve presentare una specifica domanda all’INPS utilizzando esclusivamente il modulo telematico ELM3, disponibile nel Portale delle Agevolazioni. L’Istituto verifica il possesso dei requisiti, la disponibilità delle risorse e autorizza successivamente la fruizione dell’incentivo tramite conguaglio nei flussi UniEmens.
Un’opportunità da valutare con attenzione
L’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 rappresenta uno strumento concreto per favorire l’inserimento lavorativo delle madri con famiglie numerose e, allo stesso tempo, ridurre il costo delle nuove assunzioni per le imprese.
Come per tutte le agevolazioni contributive, però, è fondamentale verificare preventivamente il possesso dei requisiti, le eventuali incompatibilità con altri incentivi e il corretto iter amministrativo per evitare di perdere il beneficio.
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Ogni incentivo contributivo richiede un’attenta valutazione dei requisiti e delle modalità di richiesta. Analizzare preventivamente la posizione dell’azienda e della lavoratrice permette di evitare errori e sfruttare al meglio le opportunità previste dalla normativa.
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