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	<title>pietro, Autore presso Boosten Studio</title>
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		<title>Malattia durante le ferie all’estero: cosa devono sapere lavoratori e aziende </title>
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		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi e Consulenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattia durante le ferie all’estero: cosa devono sapere lavoratori e aziende  Ammalarsi durante le ferie è già una situazione spiacevole. Quando succede all’estero, però, alle difficoltà pratiche si aggiungono certificati, comunicazioni e regole che cambiano a seconda del Paese in cui ci si trova.  La prima cosa da chiarire è che ammalarsi durante le ferie non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p aria-level="1"><span style="font-size: 24pt;"><b>Malattia durante le ferie all’estero: cosa devono sapere lavoratori e aziende</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ammalarsi durante le ferie è già una situazione spiacevole. Quando succede all’estero, però, alle difficoltà pratiche si aggiungono certificati, comunicazioni e regole che cambiano a seconda del Paese in cui ci si trova.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La prima cosa da chiarire è che </span><b><span data-contrast="auto">ammalarsi durante le ferie non significa automaticamente interromperle</span></b><span data-contrast="auto">. La malattia può sospendere il periodo feriale quando è effettivamente incompatibile con la funzione di riposo e recupero delle ferie. Allo stesso tempo, per ottenere la tutela previdenziale, il lavoratore deve rispettare precisi obblighi di certificazione e comunicazione.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Vediamo quindi cosa fare e quali aspetti deve conoscere anche il datore di lavoro.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Malattia e ferie: quando si interrompono?</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il punto più importante riguarda la distinzione tra </span><b><span data-contrast="auto">giustificare l’assenza per malattia</span></b><span data-contrast="auto"> e </span><b><span data-contrast="auto">ottenere la sospensione delle ferie</span></b><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non tutte le patologie, infatti, impediscono necessariamente di beneficiare del periodo di riposo. Perché le ferie possano essere sospese, la malattia deve essere tale da compromettere concretamente la loro funzione di recupero psicofisico.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per questo motivo non è sufficiente una generica comunicazione di malattia: il lavoratore deve attivarsi tempestivamente e produrre una certificazione adeguata.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Cosa deve fare il lavoratore se si ammala all’estero</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il primo passo è rivolgersi, fin dal primo giorno di malattia, a un medico del luogo in cui si soggiorna temporaneamente e ottenere una certificazione dello stato di incapacità lavorativa.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il certificato deve contenere gli elementi richiesti dalla normativa italiana, tra cui dati anagrafici, prognosi, diagnosi di incapacità al lavoro, indirizzo di reperibilità, data, timbro e firma del medico.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il lavoratore deve inoltre avvisare tempestivamente il datore di lavoro, rispettando le modalità previste dal proprio CCNL. La documentazione medica deve essere trasmessa secondo i termini e le procedure applicabili al Paese in cui ci si trova.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Se ci si ammala in un Paese dell’Unione Europea</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per chi si trova temporaneamente in uno Stato dell’Unione Europea, la procedura è relativamente più semplice.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il lavoratore deve ottenere il certificato medico nel Paese in cui soggiorna e trasmetterlo alla sede INPS competente in Italia </span><b><span data-contrast="auto">entro due giorni dal rilascio</span></b><span data-contrast="auto">. Nello stesso termine deve inviare al datore di lavoro l’attestato di malattia, cioè la documentazione priva delle informazioni relative alla diagnosi.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un aspetto importante riguarda la lingua: secondo le regole comunitarie, </span><b><span data-contrast="auto">non è necessario tradurre in italiano il certificato</span></b><span data-contrast="auto"> rilasciato in un altro Paese UE. L’eventuale traduzione è a carico dell’INPS.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>E se la malattia si verifica fuori dall’Unione Europea?</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In questo caso bisogna distinguere tra Paesi che hanno stipulato accordi o convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia e Paesi che non ne hanno.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel primo caso, generalmente non è richiesta la legalizzazione del certificato quando gli accordi prevedono espressamente questa possibilità.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se invece ci si trova in un Paese extra UE senza specifici accordi con l’Italia, per ottenere l’indennità il certificato originale deve essere </span><b><span data-contrast="auto">legalizzato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero</span></b><span data-contrast="auto">. La semplice traduzione autenticata non equivale alla legalizzazione. Per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja può invece essere sufficiente l’apostille.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Il lavoratore deve essere reperibile anche all’estero?</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sì. Il soggiorno fuori dall’Italia non elimina gli obblighi collegati allo stato di malattia.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il lavoratore è tenuto a indicare correttamente il proprio indirizzo di reperibilità e a rispettare le fasce previste per gli eventuali controlli.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il controllo, tuttavia, presenta maggiori difficoltà operative rispetto a una malattia trascorsa in Italia. In ambito europeo l’INPS può coinvolgere l’istituzione competente dello Stato in cui soggiorna il lavoratore, mentre in altre situazioni la verifica può essere essenzialmente documentale.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Cosa deve fare l’azienda</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Anche per il datore di lavoro la gestione richiede particolare attenzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L’azienda deve verificare la documentazione ricevuta e distinguere tra la semplice certificazione dell’incapacità lavorativa e gli elementi necessari per stabilire se la malattia sia effettivamente incompatibile con il godimento delle ferie.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Proprio perché il controllo diretto può essere più complesso quando il dipendente si trova all’estero, diventa particolarmente importante </span><b><span data-contrast="auto">documentare correttamente ogni passaggio e applicare in modo coerente quanto previsto dal CCNL</span></b><span data-contrast="auto">.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Cinque passaggi da ricordare</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In sintesi, quando la malattia insorge durante le ferie all’estero è importante agire subito: rivolgersi a un medico dal primo giorno, verificare che il certificato contenga tutte le informazioni necessarie, procedere all’eventuale legalizzazione, comunicare tempestivamente l’evento al datore di lavoro e trasmettere la documentazione nei termini previsti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se si vuole ottenere anche il differimento delle ferie, inoltre, la documentazione deve consentire di dimostrare che la patologia è effettivamente in grado di compromettere la funzione di recupero del periodo feriale.  </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Una corretta gestione tutela lavoratore e impresa</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La malattia durante le ferie all’estero è un caso in cui un dettaglio procedurale può fare una grande differenza. Per il lavoratore significa tutelare correttamente il proprio periodo di malattia e le ferie residue. Per l’azienda significa evitare errori nella gestione dell’assenza, nella documentazione e nell’applicazione delle disposizioni contrattuali.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Conoscere in anticipo le procedure permette quindi di gestire una situazione imprevista con maggiore chiarezza, soprattutto nei mesi in cui i soggiorni all’estero diventano più frequenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p aria-level="2"><span style="font-size: 18pt;"><b>Hai dubbi sulla gestione delle assenze nella tua azienda?</b> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Malattia, ferie e soggiorni all’estero possono generare situazioni complesse, soprattutto quando entrano in gioco certificazioni straniere, termini di comunicazione e disposizioni previste dai diversi CCNL.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><b>Il team di Boosten può supportarti nella corretta gestione delle assenze e degli adempimenti legati al rapporto di lavoro, aiutandoti a individuare la procedura più adatta alla tua realtà aziendale. Contattaci per una consulenza dedicata.</b> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiusura dal 14 al 27 agosto 2026</title>
		<link>https://www.boostenstudio.it/blog/chiusura-dal-14-al-27-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi e Consulenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.boostenstudio.it/?p=2085</guid>

					<description><![CDATA[<p>Boosten Studio resterà chiuso per ferie estive dal 14 al 27 agosto 2026 compresi. Le attività riprenderanno regolarmente a partire dal 28 agosto 2026. Per garantire la gestione delle pratiche più urgenti, abbiamo predisposto specifici moduli dedicati a:  denunce di infortunio;   denuncia di malattia professionale;   nuove assunzioni.   I moduli compilati potranno essere inviati all&#8217;indirizzo info@boostenstudio.it.  [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="mcePastedContent" data-pm-slice="1 1 []"><strong>Boosten Studio resterà chiuso per ferie estive dal 14 al 27 agosto 2026 compresi</strong>.</h2>
<h3>Le attività riprenderanno regolarmente <strong>a partire dal 28 agosto 2026. </strong></h3>
<p><span data-contrast="auto">Per garantire la gestione delle pratiche più urgenti, abbiamo predisposto specifici moduli dedicati a:</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;multilevel&quot;}" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">denunce di infortunio; </span><span data-ccp-props="{}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;multilevel&quot;}" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">denuncia di malattia professionale; </span><span data-ccp-props="{}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;multilevel&quot;}" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">nuove assunzioni. </span><span data-ccp-props="{}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="auto">I moduli compilati potranno essere inviati all&#8217;indirizzo </span><b><span data-contrast="auto">info@boostenstudio.it</span></b><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Le richieste saranno prese in carico secondo i tempi e le modalità previste per ciascun adempimento.</span><span data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Di seguito è possibile scaricare la modulistica dedicata:</strong></span></p>
<ul>
<li class="mcePastedContent"><a href="https://www.boostenstudio.it/wp-content/uploads/2026/07/NOTIZIE-DENUNCIA-MALATTIA-PROFESSIONALE.xlsx">Denuncia di malattia professionale</a></li>
<li class="mcePastedContent"><a href="https://www.boostenstudio.it/wp-content/uploads/2026/07/Scheda-Assunzione-Dipendente.xlsx">Nuova Assunzione</a></li>
<li class="mcePastedContent"><a href="https://www.boostenstudio.it/wp-content/uploads/2026/07/notizie-denuncia-infortunio.xlsx">Denuncia di infortunio</a></li>
</ul>
<p><span class="TextRun SCXW129244656 BCX8" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW129244656 BCX8">Buone vacanze da </span><span class="NormalTextRun SpellingErrorV2Themed SCXW129244656 BCX8">Boosten</span><span class="NormalTextRun SCXW129244656 BCX8"> Studio, ci </span><span class="NormalTextRun SCXW129244656 BCX8">vediamo in studio</span><span class="NormalTextRun SCXW129244656 BCX8"> il 28 agosto!</span></span><span class="EOP Selected SCXW129244656 BCX8" data-ccp-props="{}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.boostenstudio.it/blog/chiusura-dal-14-al-27-agosto-2026/">Chiusura dal 14 al 27 agosto 2026</a> proviene da <a href="https://www.boostenstudio.it">Boosten Studio</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pay Transparency 2026: cosa devono fare le aziende ora che la Direttiva è in vigore</title>
		<link>https://www.boostenstudio.it/blog/pay-transparency-2026-cosa-devono-fare-le-aziende-ora-che-la-direttiva-e-in-vigore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[pietro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi e Consulenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.boostenstudio.it/pay-transparency-2026-cosa-devono-fare-le-aziende-prima-del-7-giugno/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 7 giugno 2026 è la data di riferimento.  Da quel momento, la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva inizia a produrre effetti concreti anche in Italia, con l&#8217;obbligo per le aziende di saper documentare e giustificare le differenze retributive tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.  Non si tratta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="section" data-elementor-id="2043" class="elementor elementor-2043">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La tua azienda è in regola con la Pay Transparency?</h3>				</div>
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									<p>Verifica in una call gratuita a che punto sei rispetto agli obblighi</p>								</div>
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<p>Il 7 giugno 2026 è la data di riferimento. </p>
<p>Da quel momento, la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva inizia a produrre effetti concreti anche in Italia, con l&#8217;obbligo per le aziende di saper documentare e giustificare le differenze retributive tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. </p>
<p>Non si tratta di un adempimento formale da gestire all&#8217;ultimo momento. Le imprese che arrivano al 7 giugno senza dati strutturati e analisi solide rischiano di trovarsi esposte — davanti ai lavoratori, alle rappresentanze sindacali e all&#8217;autorità di vigilanza — senza strumenti per giustificare scostamenti che magari esistono da anni. </p>
<p>Di seguito, cosa prevede la Direttiva, quali analisi è opportuno condurre e come impostare il lavoro per arrivare preparati. </p>
<h2>Cosa cambia con la Direttiva UE 2023/970</h2>
<p>La Direttiva introduce un principio che sembra semplice ma ha implicazioni profonde: <b>a parità di lavoro, deve corrispondere parità di retribuzione</b>, oppure le differenze devono essere giustificabili con criteri oggettivi e verificabili. </p>
<p>In concreto, questo significa che le aziende devono essere in grado di rispondere a domande come: </p>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1">Perché due persone con lo stesso ruolo e lo stesso inquadramento guadagnano in modo diverso? </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1">Come vengono assegnate le componenti variabili della retribuzione? </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1">Esiste un divario retributivo tra uomini e donne? È spiegabile con fattori oggettivi? </li>
</ul>
<p>La normativa distingue due concetti fondamentali. Per <b>stesso lavoro</b> si intende la medesima mansione o ruolo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione. Per <b>lavoro di pari valore</b>, lo schema di decreto legislativo di recepimento — attualmente in discussione parlamentare — fa riferimento al medesimo livello di inquadramento contrattuale previsto dal CCNL applicato. In presenza di sistemi strutturati di job evaluation, la comparazione può essere effettuata anche per grading interno.</p>
<h3>Il punto di partenza: mappare correttamente la retribuzione</h3>
<p>Prima di avviare qualsiasi analisi, è necessario avere chiarezza su cosa si sta misurando. La retribuzione non è un numero unico: è la somma di componenti distinte, ciascuna con logiche e criteri propri. </p>
<p>È utile distinguere tra: </p>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><b>componente fissa</b> (minimo contrattuale, superminimo, scatti di anzianità); </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><b>componenti complementari</b> (indennità, benefit, welfare, straordinario forfettizzato); </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><b>componenti variabili</b> (MBO, incentivi commerciali, piani azionari). </li>
</ul>
<p>Questa distinzione non è un dettaglio tecnico: la Direttiva prevede che il gender pay gap, ad esempio, venga calcolato separatamente sulla retribuzione base e sulle componenti variabili. Confondere queste voci — o non averle mappate — rende l&#8217;analisi inutilizzabile. </p>
		<div data-elementor-type="section" data-elementor-id="2049" class="elementor elementor-2049">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Non sai da dove partire con la mappatura?</h3>				</div>
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									<p>In una call gratuita analizziamo insieme la tua situazione retributiva</p>								</div>
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<h3>Verifica degli inquadramenti: il passaggio spesso sottovalutato</h3>
<p>Un&#8217;analisi basata sui livelli contrattuali presuppone che gli inquadramenti siano corretti. Prima di qualsiasi comparazione retributiva, è quindi opportuno verificare la coerenza tra le mansioni assegnate e le declaratorie del CCNL applicato. </p>
<p>Un segnale di attenzione specifico: la presenza di lavoratori che svolgono la stessa mansione ma sono inquadrati su livelli contrattuali diversi. Non è necessariamente una situazione scorretta, ma richiede una spiegazione esplicita e documentata. </p>
<h3>Le analisi da condurre</h3>
<p>Una volta definita la retribuzione oggetto di analisi e verificati gli inquadramenti, il lavoro si articola in più livelli. </p>
<p aria-level="4"><b><i>Equità retributiva a parità di mansione</i></b> </p>
<p>Il primo livello è il più diretto: confrontare le retribuzioni di chi svolge la stessa attività ed è inquadrato nello stesso livello contrattuale. L&#8217;obiettivo è verificare se esistono scostamenti significativi e, se sì, se sono spiegabili con criteri oggettivi come seniority, performance o competenze. </p>
<p aria-level="4"><b><i>Equità retributiva per lavoro di pari valore</i></b> </p>
<p>Il secondo livello allarga il campo: per ciascun livello contrattuale, si rilevano retribuzione minima, media, massima e deviazione standard, e si calcolano tre indicatori chiave: </p>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="3" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><b>Coefficiente di variazione</b>: misura quanto le singole retribuzioni si discostano dalla media del gruppo all&#8217;interno dello stesso livello. </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="3" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><b>Range spread</b>: misura l&#8217;ampiezza della fascia retributiva, cioè la distanza tra il minimo e il massimo all&#8217;interno di un livello. Nelle strutture tradizionali, un valore orientativo intorno al 30% è considerato un parametro di riferimento, da adattare al contesto. </li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="3" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><b>Range overlap</b>: misura la percentuale di sovrapposizione tra le fasce di livelli contigui. Sovrapposizioni superiori al 50% meritano un&#8217;analisi approfondita della coerenza complessiva della struttura retributiva. </li>
</ul>
<p aria-level="4"><b><i>Fasce retributive ideali e casi fuori range</i></b> </p>
<p>Sulla base delle analisi, è possibile definire fasce retributive ideali per ciascun livello, con progressione coerente e sovrapposizione fisiologica. Chi si colloca fuori da queste fasce va analizzato singolarmente: alcuni casi hanno una motivazione strutturale (market adjustment, ruoli critici, promozioni recenti), altri sono semplicemente anomalie che devono essere gestite come tali. </p>
<p aria-level="4"><b><i>Analisi delle differenze individuali all&#8217;interno delle fasce</i></b> </p>
<p>Per ciascuna fascia, è utile suddividere la popolazione per quartile retributivo e verificare se le differenze interne siano coerenti con variabili oggettive: anzianità aziendale, anni di esperienza, performance media, livello di competenze. Se le differenze non sono spiegabili, è necessario intervenire prima che diventi obbligatorio farlo. </p>
<p aria-level="4"><b><i>Analisi delle componenti complementari e variabili</i></b> </p>
<p>Ogni componente aggiuntiva — indennità, benefit, MBO — va analizzata separatamente: chi ne beneficia, in base a quali criteri, e se quei criteri sono applicati in modo coerente. Le eccezioni devono essere documentate e giustificabili. </p>
<p aria-level="4"><b><i>Analisi del Gender Pay Gap</i></b> </p>
<p>L&#8217;analisi del divario retributivo di genere è il cuore della Direttiva. Le metriche principali includono il gender pay gap medio e mediano, sia complessivo sia sulle componenti variabili, la distribuzione per genere nei quartili retributivi e il divario per ciascuna categoria di lavoratori comparabili. </p>
<p>Un passaggio avanzato è il calcolo del <b>gender pay gap adjusted</b>: il differenziale retributivo tra uomini e donne a parità di livello contrattuale, seniority e altre variabili rilevanti. Questo consente di separare la parte del divario spiegata da fattori oggettivi dalla parte che non lo è — ed è proprio quella parte non spiegata che la Direttiva mette nel mirino.</p>
<h3>Cosa rischiano le aziende che non si preparano </h3>
<p>L&#8217;obiettivo della Pay Transparency non è individuare automaticamente situazioni discriminatorie. È verificare che le differenze retributive siano coerenti con criteri oggettivi e documentabili. </p>
<p>Le aziende che non hanno condotto queste analisi si trovano in una posizione difficile: non perché abbiano necessariamente sbagliato qualcosa, ma perché non sono in grado di dimostrare di non averlo fatto. </p>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Non aspettare un contenzioso per scoprirlo</h3>				</div>
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									<p>Boosten analizza l&#8217;equità retributiva della tua azienda e ti dice esattamente dove intervenire</p>								</div>
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				</div>
				</div>
		
<h3>Come può aiutarti Boosten Studio </h3>
<p>Boosten Studio supporta le aziende nell&#8217;analisi dell&#8217;equità retributiva interna, dalla mappatura delle componenti retributive alla verifica degli inquadramenti, fino al calcolo del gender pay gap e alla definizione di fasce retributive coerenti con la struttura organizzativa. </p>
<p>Se vuoi capire a che punto è la tua azienda rispetto agli obblighi della Pay Transparency 2026, <b>richiedi una consulenza dedicata</b>. </p>
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